Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
"Perchè leggere i classici" è una delle opere meno note di Italino Calvino, prima di tutto perchè non è un romanzo dove il racconto si svolge in forma unitaria ma anche e soprattutto perchè non è un'opera che nasce come tale, piuttosto è una raccolta critica a carattere monografico degli scritti di Calvino che vertono tutti su una tematica: cos'è il libro classico e quali sono i motivi per cui è importante leggerlo.
Vediamo i punti salienti di questa raccolta che si rivela molto utile anche per motivare le proprie scelte di lettura:
COSA SI INTENDE PER CLASSICO E COSA INTENDE CALVINO
Per classico si intende nel linguaggio comune quell'opera o quell'autore insigne che si contraddistinguono per particolari qualità, spesso il termine è usato anche nel senso di qualche cosa o qualcuno che fa parte del passato o che non si distingue per delle stavaganze, per cui si dice, per esempio, "è un classico".
Calvino dà una puntuale e precisa definizione di classico: è classico quel libro che ha valore universale e che costituisce un punto di riferimento nella costruzione della propria scala dei valori.
E' quindi una definizione che si distacca da quella concepita nel linguaggio comune e che rimanda all'aspetto formativo del singolo che inizia a scuola ma che prosegue per il resto della vita.
In questi saggi critici, Calvino affronta più volte il tema della funzione della scuola e del suo valore formativo sia a livello individuale che sociale e soprattutto rimarca come la scuola sia l'occasione per lambire i classici, per avvicinarvisi carpendone lo spirito ma non necessariamente per affrontarli con una lettura organica; tale difficoltà dipende non solo dalle ambiguità dei tempi scolastici ma anche dalla giovane età degli studenti che difficilmente hanno un aprroccio critico nei confronti delle letture classiche.
Questo punto è fondamentale per Calvino: la lettura può essere anche uno scorrere le parole senza avere capito completamente lo spirito di un autore o di un' opera ma in suo valore pedagogico rimane comunque in quanto rimane sempre qualcosa dentro, dei semi che possono svilupparsi e germogliare in età adulta quando la capacità critica si è sviluppata.
Affrontare quindi una lettura in età adulta significa autoformarsi cogliendo in quello scritto o autore classici il valore universale dell'opera: la lettura dell'Odissea al di fuori degli angusti spazi scolastici fa cogliere, ad esempio, nel lettore adulto il valore universale della figura di Ulisse e la sua assolutizzazione svincola il personaggio Ulisse dall'ambito letterario dell'opera e lo inquadra all'interno di una scala di valori universalmente accettato.
E' interessante il discorso che Calvino fa sulla conoscenza dei classici spesso condiizionata da un'impostazione critica che ne limita la visione a quello che altri hanno detto sull'autore o sull'opera e che non necessariamente coincide con quello che l'autore è e con quello che l'opera dice: è un aspetto non secondario per chi volesse avere un approccio libero da condizionamenti e per chi volesse fare proprio un classico.
Perchè leggere i classici è anche un invito a leggere un'opera classica in età adulta, liberandosi da qualsiasi condizionamento, cogliendo quegli elementi che sono rapportabili alla propria scala di valori e che non necessariamente coincidono con lo spirito dell'opera, in questo modo il lettore si fa critico e incorpora lo spirito del libro facendolo proprio.
Solo con questa modalità d'approccio, la lettura del classico ha un senso perchè solo in questo modo la rilettura del classico in età adulta lascia un'impronta indelebile, altamente formativa, stimolante e cratrice di valori.
"Il (tuo) classico è quello che non può esserti indifferente e che ti serve per definire te stesso in rapporto o magari in contrasto con lui" (Italo Calvino)
Conclusione: Leggiamo, leggiamo........qualcosa rimarrà