Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
Se il principio che regola le verità di ragione è il principio di contraddizione, quello che regola le verità di fatto è il principio di ragion sufficiente in base al quale "nihil fit sine ratione sufficiente - Niente accade senza una ragione sufficiente". Un giudizio è sufficiente quando basta a giustificare un giudizio di fatto, si tratta di un principio giustificativo che a differenza delle verità di ragione non è assolutamente necessario ma è determinato. Ciò significa che non è possibile affermare con certezza che il predicato appartenga al soggetto ma è pensabile che vi appartenga. Mentre le verità di ragione appartengono al mondo logico e in particolare a quello della matematica, le verità di fatto hanno a che fare con il mondo reale.
Il principio di ragione sufficiente vale non solo per le verità di fatto ma anche le verità di ragione, entrano, ad esempio, nella sfera della ragione: i presupposti, le finalità o i motivi. Se un ente -sostiene Leibniz- è senza ragione sufficiente vuol dire che non è concepibile per l'uomo. La differenza tra verità di ragione e verità di fatto sta nel fatto che le prime sono giudizi dimostrabili a priori e che sono svincolate dall'esperienza come gli assiomi matematici, mentre le seconde sono dimostrabili a posteriori in relazione a ciò che la realtà offre quindi posso determinare a priori che, data l'essenza di un triangolo, la somma degli angoli esterni è un angolo giro (360°), ma non posso determinare a priori come andrà la realtà o come agisce Dio. in conclusione è sempre ciò che offre la realtà che ci permette di determinare a priori o a posteriori la dimostrabilità di un giudizio.