Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
La filosofia Kantiana sotto la lente di Hegel (2)
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Hegel nella Enciclopedia delle Scienze Filosofiche esamina la filosofia kantiana a cui riconosce diversi meriti (si veda a tal proposito Il merito del sistema kantiano secondo Hegel ), tuttavia nella sua analisi serrata e meticolosa afferma: «È noto che la filosofia kantiana se l'è cavata a buon mercato nella scoperta delle categorie ». Per comprendere il senso di questa affermazione, bisogna fare un accenno alla facoltà teoretica così come era indicata da Kant il quale riteneva che essa fosse « il fondamento determinato dei concetti dell'intelletto». In altri termini Kant per spiegare le relazioni stabilite dal pensiero sulla molteplicità ricorre alle categorie ossia ai concetti puri dell'intelletto. Hegel obietta che l'Io quale unità dell'autocoscienza così come indicato da Kant è un Io astratto e del tutto indeterminato, giudicare -sottolinea Hegel. significa pernsare un oggetto determinato. Il superamento di questa contraddizione lo si deve alla filosofia di Fichte a cui «spetta come grande titolo di merito avere ricordato che le determinazioni di pensiero vanno mostrate nella loro necessità, che devono essere essenzialmente dedotte».
La filosofia kantiana avrebbe (Hegel usa il condizionale) dovuto trattare le categorie non prendendole dall'esperienza ma partendo dal pensiero stesso in quanto ik pensiero deve essere «capace di dimostrare il contenuto che le è più proprio e comprenderne la necessità». Nell' Aggiunta n.1 Hegel è più esplicito su questo punto e spiega la contraddizione della filosofia kantiana che afferma che le categorie hanno la loro fonte nell'Io, tuttavia se osserviamo la realtà ci troviamo davanti ad una molteplicità che è un essente fuori dall'Io. L"adesso" esiste solo perchè c'è un "prima" e un "dopo", così come c'è il "rosso" perch c'è anche il "giallo" e il "blu". È l'Io che dà unità alla varietà del sensibile, l'Io contagia tutto, tuttavia -insegna Hegel- quest'attività dell'Io che è puramente soggettiva si illude di introdurre l'unità del sensibile mentre questa unità esiste a prescindere dal pensiero degli uomini, esiste in quanto manifestazione dell'assoluto che si dimostra maganimo lasciando «liberi i singoli, perchè godano di se stessi, ed è l'assoluto stesso a risospingerli nell'unità assoluta ».
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