Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
"Figlio di un cuoco e d'una castalda, seminarista, giocatore di tamburello, commesso in libreria, censore teatrale, giornalista nel Lampione e nello Scaramuccia, amico del fiasco, scapolo: una vita meschina e ridicola: e la paternità putativa di due marchesi; l'infanzia consumata tra una casa da "Acchiappa-citrulli" e un giardino con le statue di bosso e le gabbie fatte con schizzi d'acqua; e il tubino a sghimbescio; e l'abito a quadroni da maestro d'equitazione; e i giochi di carne con le attricelle da passo sui canapè della prefettura; e la garconniere con puf e fiori di carta; e i baffi rivoltati in bocca dai quali il labbro ripompa le perline della tapioca;e i capelli riportati sulle tempie a testimonianza di mazziniana fede; e un freddurismo da capodivisione; e un congnome da immeschinire l'uomo più fiero: Lorenzini. Tali le qualità fisiche di un personaggio tra i più compiutamente metafisici di questo metafisico pànteon che è l'Italia.
Che la presenza di questi uomini straordinari vada confusa assieme con altre presenze, che il loro passaggio quaggiù non sia avvertito da nessuno, si capisce: sono uomini trasparenti, piccole colonne di luce, creature di vetro e da considerare semmai meno consistenti degli altri, come più vani e inutili".