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7 luglio 2012 6 07 /07 /luglio /2012 05:49

 

 

Germinale-1.jpg

 

"Germinale" è il più famoso dei cosiddetti romanzi sociali del naturalismo francese. Venne pubblicato a puntate, come era in uso all'epoca, sul giornale "Gil-Blas". 
Il titolo rievoca un episodio particolarmente rappresentativo accaduto durante la Rivoluzione Francese, quando un'enorme massa di persone invase le strade di Parigi, gridando "pane,pane", questo fatto realmente accaduto avvenne nel periodo tra il marzo e l'aprile del 1795 , periodo questo che nella terminolgia del calendario rivoluzionario si chiama, appunto, Germinale. 

IL SIGNIFICATO DEL TITOLO DEL ROMANZO 

Adottato il 5 ottobre 1793, il calendario rivoluzionario costituì uno dei momenti concreti di scristianizzazione adottati dalla Convenzione. 
L'era della libertà decorreva a partire dal 22 settembre 1792 ( il giorno immediatamente successivo alla data dell'inizio della republica) sostituendosi al conteggio degli anni dell'era cristiana. 
Ognuno dei docici mesi ebbe il nome attingendo dal mondo agricolo e dal succedersi delle stagioni: vendemmaio, brumaio, frimaio,, nevoso, piovoso,ventoso,germinale,pratile, messidoro,termidoro, fruttidoro. 

Ogni mese rivoluzionario prendeva una parte di un mese e una parte di un altro dei nostri mesi per cui il Germinale indica il periodo che va dal 21 marzo al 19 aprile e si riferisce al momento in cui gli alberi e le piante rincominciano a germogliare. 

IL PERIODO STORICO 

L'ambientazione del romanzo non è comunque quella della Parigi del 1795, ma quella di Montsou che è un centro minerario che si trova nel nord della Francia e il periodo storico è spostato al 1870, il periodo del secondo impero,anno in cui le truppe francesi vennero sbaragliate da quelle prussiane e lo stesso Luigi Bonaparte fu fatto prigioniero. 

LA TRAMA 

Il protagonista, Stefano Lantier, lavora a Montsou, nel pozzo del Voreux, si innamora di una ragazza, Caterina, figlia di un altro minatore ma un suo compagno di lavoro, Gran Chaval, gliela porta via e la violenta. 
Profondamente provato da questa vicenda personale, Stefano decide di dedicarsi alla politica cercando di organizzare i minatori contro la Compagnia della miniera. 
Viene organizzato uno sciopero dove i minatori cercano di resistere per due mesi, una volta che hanno terminato tutte le risorse sono costretti a cedere. 
Tra gli operai si distinge la figura di Suvarin, un nichilista russo che spinto da un'ansia di distruzione spropositata è causa di un disastro che finisce per coinvolgere tutti i compagni, in realtà Suvarin non dovrebbe trovarsi nel luogo di lavoro perchè si era licenziato, ma sogna la distruzione completa della società. 
Si tratta ovviamente di un un utopia nichilista che aveva come obiettivo quello di una sorta di palingenesi rigeneratrice che avrebbe dato vita a un uomo completamente rinnovato e libero da tutti i fardelli e le remore che accompagnavano i suoi ex compagni di lavoro. 
Spinto da questo folle disegno, Suvarin, quando vede i compagni ritornare al lavoro, si cala all'interno della miniera, nel pozzo di Voreux e con seghe e martelli toglie le tavole di sostegno della galleria. 
La mattina seguente quando i compagni tornano al lavoro, la volta della galleria cede e l'acqua invade tutti i corridoi all'interno dei quali si trovano Stefano Lantier, Caterina e Gran Chaval insieme ad altri compagni di lavoro. 
E' il dramma, tutti muoiono intrappolati ad esclusione di Stefano che riesce a salvarsi grazie all'intervento dei soccorritori. 
Provato ancora una volta da una terribile vicenda, Stefano ne esce fuori con una coscienza profondamente rinnovata, pronto a riprendere la lotta con maggiore consapevolezza e con più decisione. 

COMMENTO 

Il romanzo ci permette di conoscere le condizioni di vita degli operai che lavoravano in una miniera nell'Ottocento, la ricostruzione che Zola fa non è frutto della fantasia ma il risultato di un'accurata indagine e documentazione che lo stesso Zola fece nelle miniere di Denain, partecipando come spettatore alle vicende di un autentico sciopero organizzato dagli operai di quelle miniere. 
Quando si parla di naturalismo a proposito di Zola si indica una narrazione aderente alla realtà ( in Italia prenderà il nome di realismo e Verga sarà uno dei maggiori rappresentanti): una narrazione dove viene curato minuziosamente ogni aspetto che fa parte di una determinata ambientazione. 
Ecco perchè possiamo parlare di una minuziosa ricostruzione della vita degli operai di un centro minerario dell'Ottocento, in quanto vengono descritte le condizioni di lavoro, le case, come si svolgeva la vita, la miseria ma anche la passione e le speranze. 
Una passione a cui, seppur in modo diverso, sembrano essere completamente succubi i due protagonisti del romanzo. Stefano Lantier e il nichilista Suvarin. 
Entrambi diversi ma nello stesso tempo eguali perchè rappresentano quel tipo di eroe negativo e sociale tanto in voga nell'Ottocento che sognava una soluzione radicale per risolvere definitivamente gli immensi problemi sociali che attanagliavano delle masse senza speranza e ridotte alla miseria più nera. 

Qual'è l'operazione che Zola fa? Zola descrive le condizioni bestiali di questi lavoratori per dimostrare che in tali condizioni non poteva che nascere una violenza altrettanto bestiale e terribile. 
Quando manca il pane, gli operai si gettano nelle strade e gridano "pane, pane" esattamente come era accaduto nel 1795 durante la Rivoluzione Francese ed è questo un momento di fortissime tensioni in cui la paura assale i borghesi che sono terrorizzati da questa accozzaglia di gente urlante che assomiglia a un'orda pronta a distruggere ogni cosa. 

E' particolarmente affascinante la descrizione che Zola fa delle donne che urlano per il pane, si tratta delle mogli degli operai, spesso lavoratrici anch'esse che si trovano nel triplice ruolo di madri, mogli e lavoratrici. 

L'operaio di cui parla Zola è l'operaio ignorante che non conosce i propri diritti e che sa solo protestare ma quando questa protesta viene raccolta da una persona di cultura gli esiti sono ben differenti come nel caso del nichilista Sauvarin. 
Ed è proprio Sauvarin, il nichilista, il personaggio più inquietante del romanzo perchè animato da uno spirito distruttore cosciente e non da una cieca ed irresponsabile violenza. 
La figura di Sauvarin che si inabissa nella notte di Parigi rappresenta la figura di ogni nichilista che scompare dopo aver compiuto la sua missione distruttrice. 

Storicamente non bisogna dimenticare che il Quarantotto in tutta Europa fu un momento in cui ansie di libertà si incontrarono con quelle più rivoluzionarie, un esempio fra tutti fu quello della rivoluzione di febbraio (del 1848) quando Parigi insorse, un'insurrezione che provocò una dura reazione e che causò più di trentamila esecuzioni. 

La strada che invece l'altro protagonista del romanzo sceglierà, sarà quella che oggi potremo definire rifromista, una strada percorsa da una scelta consapevole e che permetterà di far germogliare (GERMINALE) una nuova speranza: i tempi saranno maturi per una nuova stagione fatta di sogni, di illusioni e di delusioni ma anche da gnerose passioni. 

Consiglio questo bellissimo libro di Zola, francese di nascita ma italiano di origine, uno dei più grandi scrittori dell'Ottocento del cui temperamento romantico nell'epoca dei best seller la cultura avrebbe bisogno e si che ne avrebbe bisogno, cari amici miei!!! 


 La soluzione radicale e la speranza che germoglia, questo è lo spirito di tutte le rivoluzioni.


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Published by Caiomario - in Libri

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