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26 settembre 2012 3 26 /09 /settembre /2012 05:07

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Non abbiamo mai amato la visione scolastica della letteratura, la riteniamo deprimente e limitativa  nei confronti di qualsiasi autore, ma purtroppo Giovanni Verga si presta facilmente a questa visione perché da sempre le sue novelle sono un punto di passaggio obbligato nei programmi scolastici.
Non è pertanto importante conoscere solo una storia, ma anche che cosa quella storia evoca in noi e, per quanto riguarda "La Roba" il personaggio di Mazzarò ha sempre suscitato in noi un misto di repulsione e di pena,  sentimenti che sono cresciuti quando nella realtà vissuta abbiamo fatto un inevitabile collegamento con l'aspetto letterario della novella che pensavamo solo il frutto della fantasia dello scrittore siciliano. 
Ognuno di noi ha incontrato nella sua vita dei Mazzarò attaccati alla loro "roba" e molti di costoro non ci sono più, la loro roba è stata mangiata dagli eredi e costoro sono passati a miglior vita e riposano per l'eternità in un camposanto. 

 
Bisognerebbe sempre rammentare che per quanti piatti noi possiamo comprare mangeremo sempre in un piatto, per quanti letti possiamo acquistare dormiremo sempre in un letto, sembra scontato e banale osservarlo ma l'uomo non lo capisce e non comprende che in questa vita siamo a tempo. Mazzarò a quanto pare non lo aveva capito e per tutta la vita aveva pensato solo ad una cosa: accumulare roba. 
Siamo sicuri di aver conosciuto un tipo come Mazzarò che come lui pensava che "perfino il sole che tramontava, e le cicale che ronzavano, e gli uccelli che andavano a ranicchiarsi col volo breve...." facessero tutto questo per lui. 
Povero Mazzarò, una vita spesa a faticare, a zappare, a potare, a mietere e non consumare, Mazzarò era un uomo ricco ma  era anche un vero e proprio pezzente dell'anima. È vero Mazzarò poteva sembrare umile, ma la sua era una falsa umiltà e faceva come molte persone che per non fare vedere di essere ricche vivono tutta la vita da poveri. 

Pensate che  Mazzarò  che si mangiava una galletta che faceva durare tutto il giorno sia una figura letteraria inventata da Verga? Nossignori, la realtà è piena di Mazzarò in carne ed ossa,  il "nostro" emulo di Mazzarò, ad esempio, era ricchissimo, aveva almeno 10 appartamenti, garage e negozi, ma mangiava un tozzo di pane insieme al suo cane nel suo negozietto di alimentari. 
E se Mazzarò dopo aver venduto il vino ci metteva un giorno a contare il denaro, il nostro emulo di Mazzarò dedicava dei giorni interi per andare a riscuotere personalmente gli affitti delle sue case . 
 

Sapete come finisce la Roba, il finale è noto, ma quella frase ce l'abbiamo stampata nella mente: quando era giunto il momento di passare a miglior vita Mazzarò va nel cortile e incomincia ad ammazzare le anatre con un bastone e pronuncia questa frase: "Roba mia, vientene con me!". 
Il nostro Mazzarò era più calmo, ma non meno avido, in occasione di una visita al camposanto, davanti alla tomba dei genitori disse: "Peccato che non possiamo portarci via niente". Avete capito che razza di uomo avido e avaro era? neanche in terra consacrata poteva nascondere la sua inclinazione...come Mazzarò che sentiva la vita andare via!


MEMENTO MORI

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Published by Caiomario - in Letteratura

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