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5 aprile 2014 6 05 /04 /aprile /2014 16:45

 

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L'aria di Sorrento portava bene a Nietzsche che vi soggiornò poco più di sei mesi dedicandosi alla stesura di una parte dell'opera che noi oggi conosciamo con il titolo di "Umano troppo umano" e il cui sottotitolo alquanto significativo è "Un libro per spiriti liberi". (Titolo originale: Menschliches, allzumenschliches.Ein Buch fur freie Geister)

 

L'opera venne iniziata nel 1876 e ultimata nel 1878 e solo nel 1886 vennero unite le due parti che originariamente constavano di due volumi, come spesso era solito fare Nietzsche la sua produzione manoscritta era un continuo divenire e le diverse redazioni pur non presentando sostanziali differenze dal punto di vista del contenuto presentano delle differenze; nella prima edizione pubblicata nel 1886 manca infatti la seguente dedica che apparirà in un'edizione successiva e che così recita:

 

 

"Dedicato alla memoria di Voltaire

nell'anniversario della sua morte

avvenuta il 30 maggio 1778"

 

E' interessante notare che spesso nel conflitto delle interpretazioni che si è creato intorno al pensiero di Nietzsche sono spesso carenti gli approfondimenti su Nietzsche illuminista e sulla sua ammirazione per gli illuministi francesi e per il loro essere contro ogni forma di ancient regime del pensiero.

 Nietzsche non sopportava tutto quello che aveva glorificato il passato ed era intimamente refrattario ad ogni forma di "ipse dixit", una collocazione tra i pensatori della tradizione è pertanto il peggior servizio che si possa rendere al filosofo tedesco.

Al di là dei giudizi che si possono dare sul pensiero di Nietzsche, resta il fatto che la componente illuminista e in particolare quella proveniente da autori come Voltaire e Diderot è fondamentale per comprendere molte delle sue riflessioni sulla morale e sulla sua genesi.

Il Nietzsche antimoralista è fondamentalmente uno spirito libero illuminista che condivide con i francesi la demolizione dell'assolutezza della morale che non è mai un qualcosa di eterno ma sempre è il risultato di una storia, di una cultura e proprio per questo la  validità  di una morale è circoscrivibile nel tempo.

Si può comprendere allora perchè Nietzsche dedichi "Umano, troppo umano" a Voltaire, questo soprattutto per una corrispondenza ideale con il filosofo illuminista ma anche per il suo stile corrosivo, aspro e pungente come quello dello stesso Nietzsche.

 

UN LIBRO PER SPIRITI LIBERI

 

Chi è lo spirito libero per Nietzsche? Potremmo sintetizzare il pensiero del filosofo tedesco con la seguente definizione:

 

Spirito libero è colui il quale persegue la conoscenza

 

Una definizione sintetica che comunque necessita di una spiegazione perchè il punto principale da chiarire riguarda il significato di conoscenza per Nietzsche, diciamo prima di tutto che non è spirito libero l'erudito e neanchè il sapiente, lo spirito libero non è colui che sa molte cose e che possiede la sapienza, lo spirito libero è colui il quale si predispone a conoscere il valore autentico della vita.

 

Chi invece rappresentano l'antitesi dello spirito libero?

 

Coloro che sono indaffarati a produrre e non dedicano alcuno spazio della loro esistenza alla riflessione.

 

Questa linea di demarcazione tra chi è spirito libero e chi non lo è passa prima di tutto passa prima di tutto attraverso la ripetitività dei gesti del produrre che comprimono ogni possibilità che la riflessione offre a tutti coloro che guardano gli ideali e le convinzioni del passato con totale libertà senza esserne condizionati.

Lo spirito libero è colui che non sta nella gabbia delle tradizionali valutazion ie che le rifiuta in nome di una libertà che lo porta a volare alto oltre i costumi e le tradizioni degli uomini.

 

La conoscenza è quindi un mezzo che fa acquisire la libertà ma che condanna lo spirito libero alla solitudine  perchè i valori non sono più condivisi e convissuti con la maggioranza degli uomini che continuano a vivere nell'incertezza e nelle fedi metafisiche ingannando se stessi e perpetuando all'infiniot questa misitificazione.

 

 

LA SOLITUDINE COME TERAPIA

 

La solitudine di cui parla Nietzsche è una condanna a cui lo spirito libero non si può sottrarre ma è anche liberatoria e purificatrice perchè non conduce all'infelicità ma è il mezzo per raggiungere la nobiltà d'animo, un animo che risulterà completamente privo di costrizioni che respirerà l'aria pura che nasce dall'elevazione del pensiero.

Il compito quindi dello spirito libero è quello di essere una sorta di coscienza critica dell'umanità ma una coscienza liberata che Nietzsche esplicita con queste parole:

 

"Fino a che non sentiamo di dipendere da qualcosa, ci riteniamo indipendenti: una conclusione errata che dimostra come l'uomo sia presuntuoso e assetato di dominio. Egli infatti presume di dover notare e riconoscere in ogni caso la dipendenza non appena la subisce, con il presupposto che egli vive normalmente nell'indipendenza e che, se eccezionalmente la perdesse, sentirebbe immediatamente un contrasto del sentimento. - E se invece fosse vero il contrario. che egli vive sempre in una molteplice dipendenza ma si ritiene libero quando, a causa delle lunga abitudine, sente più il peso delle catene? Solo per le nuove catene egli soffre ancora: -"libertà del volere" non significa altro che non sentire nuove catene".

 

Tale concetto sarà anche esposto nell'opera  Al di là del bene e del male, dove Nietzsche esplicita la sua idea di aristocratico che costituisce una sorta di autosuperamento dell'uomo, un innalzamento dell'uomo consacrato alla conoscenza, un uomo solitario e lungimirante che guarda il mondo "da alti monti" come si legge nell'epodo omonimo, straordinario trasposizione lirica di questa tragica situazione.

 

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Published by caiomario - in Filosofi: Nietzsche Friedrich

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